Biografia
Pierluigi
Bellacci
L'artista creativo e il poeta del senso puro.
Dora Iliopoulou-Rogan · Storica dell'arte
01 — Le origini
Dall'Accademia di Roma ai primi passi tra l'Europa
Nato ad Arezzo nel novembre del 1948, Pierluigi Bellacci compie gli studi al liceo artistico e prosegue poi all'Accademia delle Belle Arti di Roma, dove si forma tra il 1970 e il 1973.
Verso la fine degli anni Settanta inizia la propria attività espositiva, che lo porta rapidamente fuori dai confini italiani. Le sue prime mostre si tengono tra Parigi, Milano e Atene, città che diventeranno i riferimenti costanti della sua vita artistica.
Le sue prime opere sono fortemente figurative, caratterizzate da un denso contenuto simbolico. È un linguaggio che affonda le radici nella grande tradizione della natura silente, ma che già lascia intravedere le aperture poetiche che caratterizzeranno l'intera carriera.
Invito esposizione
Galleria Pisano
Milano · 1980
Mostra personale
Galerie Samy Kinge
Parigi · 1977—1979
02 — Parigi
Il momento cruciale: Iolas e Restany
Il trasferimento a Parigi segna una svolta decisiva. Immerso in un ambiente artistico di massimo livello, Bellacci incontra figure che cambieranno il corso della sua carriera.
Diviene il suo più importante collezionista Alexandre Iolas — il leggendario mercante d'arte di Magritte, Warhol e Ernst — e stringe un legame di stima con Pierre Restany, teorico del Nouveau Réalisme, che firmerà la prefazione di una sua esposizione.
Sono gli anni delle partecipazioni alla F.I.A.C. di Parigi, delle personali alla Samy Kinge e alla Flora Gallery. Bellacci diventa parte di un'epoca.
Pierre Restany · Parigi, gennaio 1980
"Le composizioni di Bellacci sono dei capolavori d'ordine nel disordine.
Il suo talento è sovrano quando si mette al servizio esclusivo del piacere dell'occhio."
Sontuosità, calma e voluttà — così Restany intitolò il suo saggio sulla pittura di Bellacci, richiamando Baudelaire per definire l'equilibrio misterioso tra materia, luce e silenzio che attraversa le sue nature morte.
03 — Il linguaggio
Dall'immagine al gesto, dalla pittura alla scultura
Il suo linguaggio evolve in un dialogo continuo tra figurazione e astrazione, tra visibile e invisibile. Dalle nature morte degli esordi — delicatissime miscele di grafite e lavis acquarellati — Bellacci approda progressivamente a composizioni in cui il segno si fa gesto, e il colore spazio.
È conosciuto inoltre per i suoi tableaux sculptés: opere che innestano elementi plastici sulla superficie del quadro, testimoniando una ricerca ostinata sulla possibilità di unione tra scultura e pittura.
Collettiva · Maîtres de la figuration italienne
La Galerie d'Art A.C.A.P.
Le Touquet · 1983
04 — Nel tempo
Tra i protagonisti della figurazione italiana
Nel 1983 La Galerie d'Art A.C.A.P. di Le Touquet inaugura una collettiva dedicata ai Grands et Jeunes Maîtres de la Figuration Italienne: in quell'elenco, accanto al nome di Pierluigi Bellacci, compaiono figure come De Chirico, Modigliani, Morandi, Severini, Music, Carrà.
È il segno di un riconoscimento pieno, inserito a pieno titolo nella traiettoria della pittura italiana del Novecento. Attraverso oltre trent'anni di attività, la sua opera dialoga con epoche e linguaggi diversi, restando sempre fedele a una visione personale e sorda alle mode.
05 — Esposizioni
Principali mostre personali
L'opera
Oltre settecento lavori tra pittura, disegno e scultura.
L'archivio raccoglie l'intera produzione di Bellacci, testimonianza di una ricerca condotta con coerenza lungo quattro decenni.
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